
Questo percorso formativo esplora le complesse dinamiche tra produzione culturale e trasformazione tecnologica, partendo dall'analisi del rapporto dialettico tra arte e società. Superando la classica dicotomia tra la visione romantica del "genio" autonomo e quella marxista dell'arte come riflesso economico, il corso indaga i concetti di ibridazione culturale e "Terzo Spazio" come luoghi di nascita di nuovi linguaggi nelle metropoli moderne.
Si approfondisce poi l'Industria Culturale attraverso il confronto tra la critica di Adorno alla mercificazione dell'arte e la prospettiva di Benjamin sulla democratizzazione estetica offerta dalla riproducibilità tecnica. Parallelamente, la creatività viene ridefinita non come ispirazione divina, ma come capacità di ricomporre l'esistente appreso nel proprio contesto socio-culturale, distinguendo tra semplice invenzione e innovazione sociale.
Nell'era digitale, il focus si sposta sulla trasformazione dell'utente in prosumer e sulla natura dell'opera d'arte, che diviene interattiva e personalizzabile, entrando così nell'epoca della sua "irriproducibilità digitale". Infine, il corso esamina l'Intelligenza Artificiale: uno strumento potente di elaborazione statistica del "probabile" e del ricorrente, che tuttavia si distingue nettamente dall'intelligenza umana, l'unica capace di generare l'imprevedibile e l'improbabile.
Cosa imparerai:
- Comprendere l'evoluzione del rapporto tra arte, società e industria culturale;
- Ridefinire la creatività come processo di ricomposizione e innovazione;
- Acquisire consapevolezza critica sui Media Digitali e sull'Intelligenza Artificiale.
- Docente: Lello Savonardo